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Invalidità Civile
 

La gamba amputata non da diritto all’assegno d’invalidità

07/11/2016

La gamba amputata non da diritto all’assegno d’invalidità

Questa è la triste storia che vede coinvolto un cittadino residente a Vicenza. L’uomo a causa di una grave patologia che ha colpito la sua gamba destra è stato costretto a farsi amputare l’arto inferiore per la sopravvenuta insorgenza di una setticemia. Perso anche il lavoro, il soggetto, si è rivolto allo Stato per farsi riconoscere lo status d’invalido civile parziale ed ottenere la relativa prestazione economica dell’assegno d’invalidità civile o assegno mensile di assistenza (https://www.invaliditacivile.com/invalidita-civile/invalidita-civile-1/invalidita-civile-parziale-o-assegno-mensile-di-assistenza-2) che nel caso specifico consiste in un aiuto economico di modesta entità che ammonta ad € 294,00 mensili, erogato dall’INPS.
L’individuo, come per prassi di legge, si è sottoposto a visita medica presso la Commissione Medica competente ed incomprensibilmente la stessa Commissione ha accertato solamente il 60% d’invalidità, percentuale insufficiente per accedere alla prestazione economica che si ottiene con una minorazione pari o superiore al 74% oltre alla presenza di altri requisiti, previsti dalla normativa vigente, presenti nell’istante.
Conseguentemente, allo sfortunato vicentino, per far valere le sue ragioni, non resta altro che appellarsi alla giustizia ordinaria impugnando il verbale della Commissione Medica, iter che prevede la presentazione del ricorso ai sensi dell’art. 445 bis del c.p.c., cosiddetto “accertamento tecnico preventivo obbligatorio”; inoltre, potrà non pagare alcun costo di giudizio e farsi assistere gratuitamente dal suo legale di fiducia se risulta essere in possesso dei requisiti per essere ammesso a beneficiare del gratuito patrocinio a spese dello Stato (https://www.invaliditacivile.com/gratuito-patrocinio/gratuito-patrocinio-invalidita-civile-accompagnamento-cecita-legge-10492-handicap-etc).