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Invalidità Civile
 

Sì all’assegno sociale anche ai cittadini extracomunitari soggiornanti di lungo periodo

Sì all’assegno sociale anche ai cittadini extracomunitari soggiornanti di lungo periodoIl beneficio dell'assegno sociale, previsto dall'art. 3, comma 6, della legge n. 335/1995 e successive integrazioni, è riconosciuto anche ai cittadini extracomunicatari soggiornanti di lungo periodo a condizione che abbiano almeno 10 anni di permanenza continuativa nel territorio italiano, così come stabilito dalla pronuncia di Cassazione n. 24981/2016.
Il requisito temporale richiesto, per l'erogazione della prestazione assistenziale, dimostrebbe un radicamento più intenso e continuo rispetto alla mera presenza legale nel territorio dello Stato. 
Il superiore principio di diritto è stato ribadito dall'Ordinanza della Corte Costituzionale n. 180/2016, confermando il precedente orientamento di Cassazione n.22261/2015, reso  e riaffrontato, successivamente, anche dalla summenzionata e recente sentenza della Suprema Corte n. 24981/2016.
Dal punto di vista normativo va rilevato che: l’art. 1, comma 1, legge n. 133/2008, con decorrenza dal 1 gennaio 2009, subordina l’erogazione dell’assegno sociale a tutti i soggetti, senza operare alcuna differenza fra cittadini appartenenti ai Paesi UE, non comunitari ed italiani, purché i potenziali aventi diritto abbiano soggiornato legalmente ed in via continuativa in Italia per almeno 10 anni.
La presenza della sopradescritta condizione oltre a quella anagrafica e reddituale, che legittimano la pretesa assistenziale, fanno venire meno la richiesta dell'INPS del requisito relativo alla titolarità del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, cioè non è più necessario essere possessori della carta di soggiorno.